Dopo una lunga assenza, eccomi di nuovo per un altro appuntamento informativo per le donne in dolce attesa.
Oggi vorrei parlarvi del vaccino anti-pertosse in gravidanza.
Alcune di voi ne avranno già sentito parlare, altre no, quindi partiamo dal principio e cerchiamo di capire cos’è la pertosse e quali sono i dati a disposizione.

La pertosse è una malattia che colpisce l’apparato respiratorio, in particolare le cellule epiteliali ciliate.
È causata da Bordetella Pertussis, un coccobacillo Gram negativo, ha un periodo di incubazione di 7-10 giorni ed il decorso è caratterizzato da 3 stadi differenti: stadio catarrale, stadio convulsivo (caratterizzato da tosse con stridore) e stadio di convalescenza.
La pertosse colpisce persone di tutte le età, ma vi è particolare incidenza negli individui in età pediatrica, soprattutto al di sotto dell’anno di vita. In questi soggetti la manifestazione clinica può avere un esordio più grave, poiché può causare apnea e cianosi, seguite da gravi esiti respiratori e neurologici.
Le complicanze polmonari sono quelle più frequenti e più pericolose, quelle neurologiche possono provocare severo ritardo mentale, sordità, cecità, paralisi dei nervi cranici fino ad arrivare ad encefaliti associate a deficit permanenti o morte .
I dati a disposizione sono allarmanti.
In Europa, solo nel 2016, vi sono stati 48446 casi.
La fascia d’età con maggior numero di casi è stata quella da 0 a 12 mesi, seguita dalle fasce d'età 10-14 anni e 1-4 anni. Vi sono stati 26 decessi e 16 di questi riguardavano la fascia d’età 0-3 mesi.
In Italia i dati raccolti nel periodo 2001-2014 evidenziano oltre 7000 ricoveri, dei quali il 63% riguardavano lattanti con meno di un anno di età.
Gli ultimi dati del 2018 riportano 2 decessi in individui con meno di 2 mesi di vita e altri 6 decessi in soggetti con meno di 3 mesi di vita. Le mamme di questi 8 bambini deceduti non avevano effettuato la vaccinazione anti-pertosse in gravidanza.
Non è possibile vaccinare il bambino prima dei 3 mesi di vita, quindi come possiamo ovviare a questo problema? Tramite immunizzazione passiva, vaccinando la mamma in gravidanza.
Ora la vostra domanda sarà: un vaccino? Sarà sicuro in gravidanza?
Facciamo quindi una breve parentesi sul vaccino e poi andiamo a vedere i dati emersi dagli ultimi studi effettuati.
La prima versione del vaccino anti pertosse risale al 1912 e conteneva cellule complete del batterio, inattivate col calore. Visti i numerosi effetti collaterali, è stato necessario effettuare alcune modifiche.
Nel 1993 Rino Rappuoli ed il suo team realizzano il primo vaccino acellulare con tecniche di DNA ricombinante, grazie alle quali il DNA del batterio viene modificato e reso innocuo.
Il batterio così trattato produce in laboratorio 3 componenti proteiche, utilizzate poi per realizzare il vaccino. Il sistema immunitario dell’individuo vaccinato riconosce la componente proteica e produce la risposta anticorpale necessaria. Questo rende sicuro il vaccino anche se somministrato in gravidanza.
Analizzando studi recenti presenti in letteratura si evince che i casi di pertosse nei neonati le cui madri sono state vaccinate in gravidanza risultano essere inferiori al numero di casi di neonati le cui madri non hanno effettuato nessuna vaccinazione (Baxter et al. - “Effectiveness of Vaccination During Pregnancy to Prevent Infant Pertussis.” Pediatrics. 2017 May;139(5). pii: e20164091).
La vaccinazione anti-pertosse nella donna in gravidanza ha ridotto il rischio di pertosse del 91,4% nel gruppo dei bambini 0-2 mesi e del 69% nel gruppo dei bambini 0-12 mesi.
Inoltre è emerso che la vaccinazione anti-pertosse dopo il parto non ha ridotto significativamente il rischio di infezione nel neonato.
Infine si è dimostrato che la vaccinazione anti-pertosse in gravidanza porta ad un’efficacia dell’88% nella prevenzione della pertosse nei neonati, prima che avessero effettuato la prima dose di vaccino (Perrett et al. - “Immunogenicity, transplacental transfer of pertussis antibodies and safety following pertussis immunization during pregnancy: Evidence from a randomized, placebo-controlled trial” Vaccine.2019 Nov 24. pii: S0264-410X(19)31507-5.).

Concludiamo ora evidenziando alcuni concetti fondamentali.
I neonati sono soggetti più a rischio di sviluppare infezioni, anche con complicanze molto serie.
L’impossibilità di vaccinare il neonato alla nascita, a causa della mancanza di tempo per effettuare la somministrazione delle dosi necessarie affinché possa risultare protetto, lo rende un individuo più a rischio.
Dall’analisi degli ultimi studi, si evince che la vaccinazione della mamma (immunizzazione passiva) può essere una soluzione ed una strategia sicura ed efficace per ridurre il rischio di infezione neonatale da pertosse, finché il neonato non potrà effettuare le vaccinazioni dal 3° mese di vita in poi (immunizzazione attiva).
Si può dire che la vaccinazione anti-pertosse sia fortemente raccomandata, soprattutto se effettuata tra la 27esima e la 32esima settimana gestazionale.
Di conseguenza è utile informare, promuovere e consigliare la vaccinazione anti-pertosse alla donna in gravidanza.

Spero di essere stata chiara ed esaustiva.
In ogni caso rimango a disposizione per qualsiasi chiarimento, anche a distanza.

A presto!
Ostetrica Grazia