Sentiamo parlare spesso della SIDS.

Durante gli incontri di accompagnamento alla nascita, dal pediatra, in TV, nei giornali e sui social network molto spesso sentiamo utilizzare questo termine.

Mi domando però: sappiamo veramente cos'è la SIDS?

La sigla SIDS deriva dai termini inglesi Sudden Infant Death Sydrome, che tradotto significa "sindrome della morte improvvisa infantile".

In Italia viene chiamata anche morte in culla, poichè questo evento avverso si verifica durante il sonno, improvvisamente e, purtroppo, senza poterlo ricondurre ad una causa ben definita o definibile tramite esami approfonditi.

La SIDS può colpire il lattante fino all'anno di età, più di frequente nella fascia d'età tra i 2 e i 4 mesi.

 

In Italia vi sono mediamente 0,2-0,5 casi all’anno ogni 1.000 nati.

Non essendo prevedibile è ancora più importante attuare e tener conto di alcuni accorgimenti che possano prevenire e ridurre le possibilità che si verifichi questo tragico evento. I dati a nostra disposizione indicano un importante decremento di questi episodi fatali grazie all'informazione data ai genitori e all'attuazione delle misure di prevenzione.

In alcun paesi si è arrivati ad una riduzione dei casi di morte in culla anche del 90%.
Quindi non stiamo parlano di abitudini alternative o di una moda passeggera.

Stiamo parlando di atteggiamenti utili a far dormire in sicurezza i vostri bambini.

 

Abbiamo detto che l'informazione e la prevenzione sono fondamentali.

Quindi, quali sono i fattori di rischio e come posso fare prevenzione?

Gli studi riguardanti le cause, e quindi i fattori di rischio, sono ancora in corso ma abbiamo comunque a disposizione molti dati e molte informazioni che hanno permesso di definire alcuni dei fattori di rischio.

Tra quelli già definiti, i fattori di rischio più pericolosi per il bambino sono:

  • prematurità

  • basso peso alla nascita

  • mamma che ha continuato a fumare o bere alcolici in gravidanza

     

    Inoltre sono più a rischio i bambini che dormono:

  • proni (a pancia in giù) o sul fianco

  • su lettini o superfici morbidi, con peluches o cuscini

  • in stanze con temperatura troppo alta oppure troppo vestiti o coperti

  • esposti al fumo passivo

 

L'allattamento artificiale, come i difetti di maturazione della rete cerebrale responsabile della capacità di risveglio del bambino, sono un altro fattore di rischio: entrambi rendono il sonno più profondo e quindi in caso di situazione pericolosa, come ad esempio un rigurgito, il bambino si risveglia più difficilmente e di conseguenza la reazione potrebbe non essere abbastanza efficace.

 

La prevenzione prevede pochi e semplici punti:

 

 

- Posizione supina (a pancia in su)

- Piedini che toccano il fondo del lettino (per evitare che scivoli in basso con il viso sotto le coperte)

- Coperte ben rimboccate (possibilmente facendole arrivare ad altezza ascelle tenendo la testa scoperta

- Materasso rigido

- Niente cuscino (il cuscino “antisoffoco” serve solo al negoziante che ve lo vende!)

- Niente peluches o paracolpi imbottiti

- Dormire nella stessa stanza dei genitori

- Temperatura della stanza non superiore a 20° C e bambino non eccessivamente coperto o vestito

- Niente esposizione al fumo di sigaretta

- Allattamento al seno

- Ciuccio (se possibile ad allattamento ben avviato)

 

Gli ultimi due punti favoriscono il sonno più leggero e quindi la capacità di risveglio del bambino.

 

E se dorme nel lettone?

Sarebbe meglio evitare, per motivi di sicurezza, la condivisione del lettone preferendo magari l'utilizzo di una next to me.

Se non fosse possibile evitare, sarebbe necessario prendere almeno delle precauzioni:

 

  • cuscini dietro la testa dei genitori e non vicino al bambino

  • bambino posizionato sopra le coperte del lettone, coperto con una sua copertina

  • seguire il resto delle indicazioni per la prevenzione

 

Buon sonno...in sicurezza!