Sono sempre più numerosi i casi di cronaca che riguardano individui in età pediatrica. Ci saltano all’occhio immediatamente e ci lasciano increduli perchè sembra quasi impossibile che una vita così giovane e innocente possa lasciare questo mondo prima del tempo.

Molti di questi casi di cronaca riguadano decessi di lattanti e bambini causati da ostruzione delle vie aeree.

Sembra incredibile nel 2019 morire davanti agli occhi di adulti incapaci di risolvere o tentare di risolvere la situazione ma purtroppo succede sempre più spesso.

In Europa ogni anno circa 500 bambini con meno di 3 anni di età muoiono a causa di un corpo estraneo che occlude le vie aeree. Di questi 500, il 10% sono in Italia e la metà dei casi avviene in presenza dei genitori. È un numero spaventoso considerando che per fortuna siamo un paese con mezzi e cultura sufficenti ad affrontare questo tipo di emergenze.

Quindi perchè se abbiamo i mezzi per affrontare questi eventi avversi si verificano ancora così tanti casi?

La risposta è semplice: manca l’informazione!

Al giorno d’oggi poche persone decidono di frequentare un incontro sulle Manovre Salvavita Pediatriche, forse perchè nel quotidiano non hanno a che fare con i bambini o forse perchè c’è ancora l’idea che “figurati se capita a me”.

Sta di fatto che questi incidenti capitano e non così raramente. Inoltre anche se non ho a che fare con i bambini, posso ritrovarmi a transitare per strada o davanti ai giardinetti e incorrere in un’emergenza di questo tipo.

A questo punto io ho il dovere morale di saper intervenire!

Quindi nessuno è escluso da questo tipo di formazione. Tutti noi dovremmo trovare il tempo di dedicare un paio d’ore della nostra vita ad un incontro sulle Manovre Salvavita Pediatriche.

In cosa consiste un incontro di questo tipo?

Si tratta di un incontro che comprende una parte teorica ed una pratica con i manichini.

La parte teorica è più che altro incentrata sulla prevenzione, sia sul cibo che ambientale. Il contesto in cui è inserito il bambino e l’attenzione all’ambiente in cui si trova è una parte fondametale della prevenzione. Allo stesso tempo la prevenzione sul cibo è ugualmente importante.

I bambini sono in una fase importante del loro sviluppo. Hanno bisogno di tutti i mattoncini necessari per crescere quindi non bisogna far mancare nessun alimento dalla loro dieta, basta semplicemente somministrarlo nella maniera più corretta e più sicura possibile.

Come faccio a capire quali sono gli alimenti più pericolosi e come posso modificarli per renderli sicuri per i bambini?

La valutazione e la conseguente elaborazione dell’alimento dipende dalle caratteristiche dello stesso.

Gli alimenti più pericolosi si classificano secondo alcune caratteristiche come forma, consistenza e dimensione. Gli alimenti tondi o cilindrici, quelli duri, appiccicosi o fibrosi e quelli troppo grandi rientrano tra gli alimenti da trattare e somministrare con più attenzione.

 

 

Per quanto riguarda gli alimenti tondi, andrebbero tagliati in quarti, quelli cilindrici a listarelle. 

Gli alimenti più duri andrebbero cotti, in modo da renderli più facilmente masticabili, quelli appiccicosi andrebbero somministrati magari spalmati su una bella fetta di pane.

Bisogna fare attenzione ad eventuali filamenti o innervature, da eliminare.

Questi sono alcuni spunti di prevenzione, molti altri andrebbero affrontati durante un incontro.

Vi chiederete, come mai è necessaria tutta questa prevenzione?

 

 

La prevenzione è molto importante perchè vi sono molti fattori predisponenti ad un evento avverso, soprattutto in un bambino di età inferiore ai 3 anni.

La conformazione conica delle vie aeree, che va a stringersi sempre si più andando verso il basso, la dentizione decidua che rende la masticazione meno efficace, il meccanismo della deglutizione ancora da perfezionare (deglutire un liquido come il latte, un semisolido come una pappa o un solito come il cibo in pezzi richiede meccanismi differenti di deglutizione), e la minor capacità di reagire nel caso le vie aeree vengano ostruite da un corpo estraneo, spiegano il perchè sia fondamentale aiutare il bambino con la prevenzione.

Oltre tutto questo sono assolutamente vietati al di sotto dei 4 anni (anche di più sarebbe la scelta più sana per il bambino) gomme da masticare, caramelle gommose e frutta a guscio.

Come ho detto prima però è importante fare anche prevenzione ambientale.

È fondamentale che il bambino mangi seduto composto a tavola, con la schiena dritta e il viso rivolto verso il piatto.

Inoltre bisogna lasciare al bambino il tempo di completare il pasto con i suoi tempi, senza mettergli fretta. Se siamo in ritardo la prossima volta tariamo meglio i tempi di uscita da casa considerando anche quelli del bambino.

Importante insegnare al bambino a masticare bene e a lungo: per questo l’adulto è il primo esempio che il bambino segue. I bambini ci osservano sempre e ci imitano per cui se noi mangiamo con calma e masticando bene loro faranno lo stesso.

Non si mangi amentre si corre, si gioca o si è in macchina perchè potrebbe essere molto pericoloso oltre ad essere un cattivo esempio educativo: se si mangia lo si fa a tavola, seduti e composti.

Ultimo ma non ultimo è importante sorvegliare il bambino mentre mangia. Questo non vuol dire fissarlo con ansia ma rimanere nella stessa stanza mentre il bambino è seduto a tavola. Se abbiamo il bucato da stendere, lo stenderemo in un altro momento.

 

Nonostante la prevenzione ci permetta di evitare la maggior parte dei casi di ostruzione delle vie aeree, l’imprevedibilità del bambino ci porta comunque a dover affrontare questi evnti avversi.

È importante a questo punto attivare i soccorsi!

In molte regioni è ormai attivo il NUE, numero unico di emergenza, il 112, che va a sostituire i vecchi 118, 112, 113,115 e vi discorrendo.

 

 

Qualsiasi sia il vostro tipo di emergenza il numero da comporre è il 112!

Quindi in caso di ostruzione delle vie aeree attivo i soccorsi allertando il 112 e se posso attiro l’attenzione dei passanti, dei vicini o di chiunque si trovi nelle immediate vicinanze in modo da avere un aiuto in più nell’affrontare questa emergenza.

L’operatore che risponderà guiderà passo passo la persona aiutandola a risovere l’ostruzione ma è importante avere almeno un minimo di infarinatura a riguardo, in modo tale da facilitare il lavoro dell’operatore della centrale.

Quindi è importante frequentare un incontro sulle Manovre Salvavita Pediatriche per poter approfittare anche della seconda parte dell’incontro, quella di cui vi parlavo prima, in cui si affronta la pratica con i manichini.

È importante provare le manovre sui manichini perchè in un momento di panico la memoria pratica rimane, un po’ come un istinto, se esercitata, invece la memoria teorica vi abbandona in maniera infame chiudendo tutti i suoi cassettini.

Le manovre da eseguire sono differenti in base all’età del bambino.

Distingueremo il lattante (fino all’anno di età) e il bambino (dall’anno in poi).

In entrambi i casi bisogna valutare se l’ostruzione è parziale o totale.

L’ostruzione parziale permette al lattante e al bambino di respirare, di emettere suoni, di piangere e lo stao di coscienza è conservato, nonostante l’importante difficoltà respiratoria.

L’ostruzione totale non permette al lattante e al bambino di respirare, emettere suoni, piangere, diventano cianotici e lo stato si coscienza si altera velocemente.

In caso di ostruzione parziale non si esegue nessuna manovra ma si invitano il lattante o il bambino a tossire, magari mostrandogli anche come fare (sempre per il discorso che ci osservano e ci imitano, soprattutto da più piccoli) e si cerca di tranquillizzarli. Niente dita in bocca al bambino (potreste mangare il corpo estraneo ancora più in fondo e provocare un’ostruzione totale) e niente pacche sulla schiena o presa per i piedi a testa in giù: oltre ad essere inefficaci possono essere pericolisi, causando traumi importanti alla colonna vertebrale e al cervello (shaking baby sindrome).

In caso di ostruzione totale bisogna effettuare le Manovre Salvavita Pediatriche, differenti per lattante e bambino.

 

Nel caso del lattante:

 

- Si assicura il capo del lattante fissando la mandibola tra pollice e indice posizionati a C

- Si posiziona il lattante prono (a pancia in giù) sull’avambraccio assicurando il capo tramite prensione della mandibola

- Si posiziona l’avambraccio su una coscia, si mantiene il capo del lattante in posizione più declive rispetto al tronco e si eseguono 5 colpi vigorosi tra le scapole (COLPI INTERSCAPOLARI CON VIA DI FUGA LATERALE)

 

Nel caso in cui non sia sufficiente:

- Si posiziona il lattante supino sull’avambraccio assicurando il capo tramite prensione della nuca

 - Si posiziona l’avambraccio su una coscia, si mantiene il capo in posizione più declive rispetto al tronco e si eseguono 5 compressioni toraciche lente e profonde sopra il processo xifoideo (linea immaginaria tra i due capezzoli) con due dita (medio e anulare)

 - Si alternano 5 vigorosi colpi interscapolari a 5 compressioni toraciche sino a disostruzione avvenuta o perdita di coscienza.

 

In caso di perdita di coscienza si iniziano le manovre di rianimazione cardiopolmonare.

 

Nel caso del bambino:

- Si fissa la mandibola del bambino tra pollice e indice (mano a C) per assicurare il capo

 - Si posiziona il bambino prono (pancia in giù) sulla coscia (seduto o con ginocchio a terra) con il capo in posizione più declive rispetto al tronco

 

- Si effettuano 5 colpi interscapolari (con via di fuga laterale)

 

Nel caso in cui non sia sufficiente:

- Si tira su il bambino, ci si posiziona alle sue spalle e si passano le braccia sotto quelle del bambino

(come per abbracciarlo a livello dell'ombelico)

 - Si posiziona il pollice sul processo xifoideo (fine sterno) e l'indice sull'ombelico del bambino (posizione a C)

- Si pone l'altra mano chiusa all'interno della "C" col pollice rivolto verso l'addome, chiuso all'interno delle altre dita

 - Si avvolge il pugno con l'altra mano e si applicano 5 compressioni addominali (manovra di Heimlich) per aumentare pressione intratoracica (tosse artificiale), con direzione da davanti a dietro e dal basso verso l'alto

        

  - Si alternano le pacche interscapolari e le compressioni addominali fino ad espulsione del corpo estraneo, fino a che il bambino non ricomincia a tossire o perde conoscenza.

 

In caso di perdita di coscienza si iniziano le manovre di rianimazione cardiopolmonare simile per lattante e bambino se non per alcune differenze dovute a dimensioni e anatomia differenti.

 

- Si posiziona il lattante/bambino supino su un piano rigido

    

 - Si allineano testa, corpo e arti

  

 - Si instaura la pervietà delle vie aeree (lattante in posizione neutra e bambino con leggera estensione del capo)

    

 - Si controlla se vi sono corpi estranei affioranti (nel caso valutare se e come rimuoverli)

    

 - Si effettuano 5 Insufflazioni di soccorso (Bocca/bocca-naso per il lattante e Bocca/bocca per il bambino)

    

 - Se non vi sono segni di circolo (Mo.To.Re.: Movimento-Tosse-Respiro), si effettuano 30 compressioni toraciche (compressioni a due dita nel lattante e ad una mano per il bambino) alternate a 2 insufflazioni. Rapporto 30:2 per 3 cicli (1 min circa).

    

 

Se al termine dei 3 cicli non vi è Mo.To.Re., si continua la sequenza fino a ripresa di coscienza o segni di circolo o finchè non arrivano i soccorsi.

In ogni caso anche a disostruzione avvenuta è bene far visitare il lattante/bambino poichè potrebbero esserci dei residui o potremmo aver causato un trauma con le manovre.

Ricordatevi bene però che è meglio un livido fatto eseguendo con la corretta intensità le manovre, piuttosto che un bambino non disostruito per paura di fargli male!

Spero di essere stata abbastanza chiara nella mia breve spiegazione e vi invito ad informarvi e frequentare un incontro sulle Manovre Salvavita Pediatriche nella vostra città.  

Io personalmente tengo un incontro al mese a Savona.

Avete visto che basta veramente poco per salvare una vita per cui ne vale la pena.

 

A presto,

 

Ostetrica Grazia