Nuovo appuntamento con il blog!

Oggi parliamo dei famosissimi Corsi Preparto!

Che poi Corso Preparto è un termine più che obsoleto, come i professionisti che lo utilizzano.

Sono un po’ provocatoria? Si, e con ragione, oserei dire.

Facciamo un cappellino introduttivo per spiegare come mai il termine “Corso Preparto” è ormai obsoleto.

Utilizzare la parola “Corso” è già di per se il primo errore: inconsciamente porta a pensare ad un ciclo di incontri nei quali, muniti di carta e penna, si segue la lezione per imparare a partorire ed a diventare genitori.

Una volta colto questo particolare si è deciso di modificare la dicitura.

Nacquero così i Corsi di Accompagnamento alla Nascita, detti anche CAN, dove la dicitura “Accompagnamento alla Nascita” dà più l’idea di una serie di incontri nei quali l’ostetrica guida i partecipanti nel percorso nascita. Anche in questo caso però la parola “Corso” è fuorviante.

Si è arrivati quindi a definire questo percorso “Incontri di Accompagnamento alla Nascita, o IAN.

Questa dicitura sembra essere più adeguata ed esplicativa del tipo di percorso proposto ai futuri genitori.

 

Quindi, perchè siamo arrivati agli “Incontri di Accompagnamento alla Nascita”(IAN) e in cosa consistono?

Gli IAN sono una serie di incontri dedicati alla scoperta e alla consapevolezza dell’evento nascita.

Il ciclo di incontri può essere formato da più o meno appuntamenti a seconda della tipologia di percorso proposto dall’ostetrica. Solitamente vengono proposti dai 5 agli 8 incontri a cadenza settimanale, della durata di 2 ore circa ciascuno.

L’ostetrica può decidere se dedicare il percorso solo alle future mamme o aprire gli incontri anche ai papà, oltre al periodo della gravidanza da cui far partire questo percorso.

Il numero minimo o massimo di partecipanti è a discrezione dell’ostetrica, basato sul tipo di progetto e sulla disponibilità di spazio dell’organizzatrice.

Ogni ostetrica programma gli incontri in base alla sua esperienza, agli insegnamenti ricevuti dalle ostetriche più esperte ed ai partecipanti, per forza di cose ogni volta differenti.

Secondo quella che è la mia esperienza, maturata anche durante il mio percorso da volontaria in consultorio, le esigenze, l’individualità e la personalità dei partecipanti vanno assolutamente rispettate, mantenendo ovviamente la professionalità e gli obiettivi del percorso.

Ogni giorno mi trovo davanti a situazioni che sottolineano quanto, per molti, un lavoro tipo il mio sia diventato solo una questione di “guadagnare il più possibile”, come se vendessimo sottaceti al supermercato.

Pacchetti, pacchettini, paghi 3 prendi 2, porta un amico ed avrai lo sconto del 10%, non sempre sono adatti al servizio offerto. In alcuni casi ci dimentichiamo che abbiamo a che fare con esseri umani, persone, individui, per definizione tutti diversi quindi bisognosi di assistenza umana, personalizzata, individuale.

Se ci fate caso, raramente lo standard fa al caso nostro.

Questo per spiegare perchè la considerazione delle esigenze di chi ci troviamo di fronte è importantissima, anche e soprattutto per ottenere quel livello di empatia necessario per raggiungere gli obiettivi prefissati e rendere il partecipante soddisfatto del percorso scelto.

 

Quali sono gli argomenti trattati durante gli incontri?

Come detto prima, ogni ostetrica decide quali argomenti toccare appena e quali approfondire di più.

In linea di massima il percorso prevede un argomento diverso per ogni incontro: alimentazione, stile di vita e cambiamenti in gravidanza, ormoni, pavimento pelvico, valigia per parto e degenza ospedaliera, travaglio e parto, donazione del sangue cordonale, allattamento, puerperio e gestione del neonato sono alcuni degli argomenti che potrebbero proporvi durante un ciclo di incontri.

 

Come vengono affrontati gli incontri?

Anche la modalità degli incontri varia da ostetrica ad ostetrica.

Possiamo trovare quella che preferisce esporre a voce l’argomento, oppure quella che preferisce porre una domanda e coinvolgere i partecipanti nella discussione rendendo più interattivi gli incontri. C’è chi usa supporti tipo slide, cartelloni o immagini, oppure propone attività durante gli incontri. Infine c’è l’ostetrica che decide di mescolare tutte queste metodologie di conduzione degli incontri, anche in base all’argomento trattato.

 

Dove si tengono gli Incontri di Accompagnamento alla Nascita?

Esistono diverse opportunità tra cui possono scegliere i potenziali partecipanti, che possono variare di città in città.

La coppia può decidere di partecipare al percorso in consultorio, in ospedale o presso un’ostetrica privata.

L’ostetrica privata può tenere gli incontri presso il suo studio, presso associazioni o in collaborazione presso altri studi, oppure a domicilio se è previsto un percorso individuale.

Quindi l’ostetrica, oltre alla tipologia di percorso (coppia o solo mamme), può scegliere se aprire gli incontri ad un gruppo oppure se tenere gli incontri individualmente direttamente al domicilio dei partecipanti.

 

Che obiettivi ha un ciclo di Incontri di Accompagnamento alla Nascita?

Questo tipo di percorso può avere molteplici obiettivi tra cui:

- Consapevolezza riguardo una fase della vita diversa, ricca di emotività e “mistero”;

- Condivisione di un’esperienza che accomuna i partecipanti: questo permette ad esempio ai futuri genitori di tranquillizzarsi davanti a problematiche comuni in gravidanza;

- Creazione di una rete di sostegno: in gravidanza e dopo il parto è fondamentale sentirsi sostenuti e non sentirsi soli. Facilitare le coppie nel creare tra di loro una rete di sostegno e confronto reciproco è importante quanto il sostegno, la disponibilità e la presenza dell’ostetrica;

- Informazione: una persona informata è anche più consapevole e di conseguenza collaborante ed empatica con il personale che la assisterà durante il percorso nascita ed oltre;

- Prevenzione di problematiche più o meno importanti che possono insorgere a seguito di una mancata o cattiva informazione;

- Dedicarsi del tempo: bisogna fare spazio al bambino in arrivo non solo in casa e nella pancia ma anche nella mente, cominciando a dedicargli ed a dedicarsi del tempo di qualità. Per questo è utile frequentare gli incontri anche ed a maggior ragione se è il secondo figlio e se è già stato frequentato un ciclo di incontri per la prima gravidanza.

 

Questi e molti altri sono gli obiettivi di un buon percorso di Accompagnamento alla Nascita ma a mio avviso il più importante forse è rendere consapevoli i futuri genitori che hanno già dentro di loro le competenze necessarie ma hanno bisogno di qualcuno che li aiuti a tirarle fuori.

Come dice sempre una delle ostetriche che ha contribuito in maniera importante nella mia formazione “Sei già una brava mamma e sei già un bravo papà”.

 

Chi può organizzare il ciclo di Incontri di Accompagnamento alla Nascita?

Solo l’Ostetrica, secondo profilo professionale e codice deontologico, può organizzare e tenere in autonomia gli Incontri di Accompagnamento alla Nascita.

Le altre figure professionali possono partecipare agli incontri come collaboratori ma non possono tenere in autonomia un ciclo completo di incontri.

Chiunque gestisca in autonomia questo tipo di servizio senza averne competenza incorre nell’abuso di professione, reato penale.

Benvengano quindi le collaborazioni con altre figure professionali che possono arricchire il percorso ma diffidate di chiunque pubblicizzi un suo “Corso Preparto”in autonomia e non sia un’ostetrica.

 

Ultima domanda che potrebbe venirvi in mente scorrendo la home di qualsiasi social network... Ma se seguissi un “Corso Preparto” online?

Stanno spuntando fuori come lumache dopo una bella giornata di pioggia, questi fantomatici “Corsi Preparto” online.

Inutile dirvi che ritengo non si possano definire “Incontri di Accompagnamento alla Nascita”e infatti ho utilizzato la dicitura “Corso Preparto”.

Un ciclo di videolezioni standard, effettuate attraverso lo schermo di un computer e senza la possibilità di confrontarmi con gli altri partecipanti e con l’ostetrica, non soddisfano sicuramente gli obiettivi precedentemente descritti.

Questo tipo di esperienza, secondo me, è un passo indietro ai “Corsi Preparto” dove si imparava a respirare, spingere e partorire.

 

Concludo citando nuovamente una frase dell’ostetrica di cui vi parlavo prima:

“Le donne riescono a partorire e a crescere i figli anche sotto i bombardamenti.

Non avete bisogno di qualcuno che vi insegni a partorire o ad essere genitori.

Quello che possiamo e dobbiamo fare è migliorare la qualità di questa esperienza. Perchè c’è modo e modo di vivere l’evento nascita e la genitorialità.”

 

Se foste interessati a partecipare ad uno dei miei cicli di Incontri di Accompagnamento alla Nascita vi lascio di seguito i miei contatti:

 

Tel. 3472494967

E-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Sito web: www.ostetricasavona.it

 

Seguitemi sulla mia pagina Facebook “Ostetrica Grazia Agostino” e sul mio account Instagram “ostetrica_grazia”

 

A presto!