Sono sempre più numerosi i casi di cronaca che riguardano individui in età pediatrica. Ci saltano all’occhio immediatamente e ci lasciano increduli perchè sembra quasi impossibile che una vita così giovane e innocente possa lasciare questo mondo prima del tempo.

Molti di questi casi di cronaca riguadano decessi di lattanti e bambini causati da ostruzione delle vie aeree.

Sembra incredibile nel 2019 morire davanti agli occhi di adulti incapaci di risolvere o tentare di risolvere la situazione ma purtroppo succede sempre più spesso.

In Europa ogni anno circa 500 bambini con meno di 3 anni di età muoiono a causa di un corpo estraneo che occlude le vie aeree. Di questi 500, il 10% sono in Italia e la metà dei casi avviene in presenza dei genitori. È un numero spaventoso considerando che per fortuna siamo un paese con mezzi e cultura sufficenti ad affrontare questo tipo di emergenze.

Quindi perchè se abbiamo i mezzi per affrontare questi eventi avversi si verificano ancora così tanti casi?

La risposta è semplice: manca l’informazione!

Al giorno d’oggi poche persone decidono di frequentare un incontro sulle Manovre Salvavita Pediatriche, forse perchè nel quotidiano non hanno a che fare con i bambini o forse perchè c’è ancora l’idea che “figurati se capita a me”.

Sta di fatto che questi incidenti capitano e non così raramente. Inoltre anche se non ho a che fare con i bambini, posso ritrovarmi a transitare per strada o davanti ai giardinetti e incorrere in un’emergenza di questo tipo.

A questo punto io ho il dovere morale di saper intervenire!

Quindi nessuno è escluso da questo tipo di formazione. Tutti noi dovremmo trovare il tempo di dedicare un paio d’ore della nostra vita ad un incontro sulle Manovre Salvavita Pediatriche.

In cosa consiste un incontro di questo tipo?

Si tratta di un incontro che comprende una parte teorica ed una pratica con i manichini.

La parte teorica è più che altro incentrata sulla prevenzione, sia sul cibo che ambientale. Il contesto in cui è inserito il bambino e l’attenzione all’ambiente in cui si trova è una parte fondametale della prevenzione. Allo stesso tempo la prevenzione sul cibo è ugualmente importante.

I bambini sono in una fase importante del loro sviluppo. Hanno bisogno di tutti i mattoncini necessari per crescere quindi non bisogna far mancare nessun alimento dalla loro dieta, basta semplicemente somministrarlo nella maniera più corretta e più sicura possibile.

Come faccio a capire quali sono gli alimenti più pericolosi e come posso modificarli per renderli sicuri per i bambini?

La valutazione e la conseguente elaborazione dell’alimento dipende dalle caratteristiche dello stesso.

Gli alimenti più pericolosi si classificano secondo alcune caratteristiche come forma, consistenza e dimensione. Gli alimenti tondi o cilindrici, quelli duri, appiccicosi o fibrosi e quelli troppo grandi rientrano tra gli alimenti da trattare e somministrare con più attenzione.

 

 

Per quanto riguarda gli alimenti tondi, andrebbero tagliati in quarti, quelli cilindrici a listarelle. 

Gli alimenti più duri andrebbero cotti, in modo da renderli più facilmente masticabili, quelli appiccicosi andrebbero somministrati magari spalmati su una bella fetta di pane.

Bisogna fare attenzione ad eventuali filamenti o innervature, da eliminare.

Questi sono alcuni spunti di prevenzione, molti altri andrebbero affrontati durante un incontro.

Vi chiederete, come mai è necessaria tutta questa prevenzione?

 

 

La prevenzione è molto importante perchè vi sono molti fattori predisponenti ad un evento avverso, soprattutto in un bambino di età inferiore ai 3 anni.

La conformazione conica delle vie aeree, che va a stringersi sempre si più andando verso il basso, la dentizione decidua che rende la masticazione meno efficace, il meccanismo della deglutizione ancora da perfezionare (deglutire un liquido come il latte, un semisolido come una pappa o un solito come il cibo in pezzi richiede meccanismi differenti di deglutizione), e la minor capacità di reagire nel caso le vie aeree vengano ostruite da un corpo estraneo, spiegano il perchè sia fondamentale aiutare il bambino con la prevenzione.

Oltre tutto questo sono assolutamente vietati al di sotto dei 4 anni (anche di più sarebbe la scelta più sana per il bambino) gomme da masticare, caramelle gommose e frutta a guscio.

Come ho detto prima però è importante fare anche prevenzione ambientale.

È fondamentale che il bambino mangi seduto composto a tavola, con la schiena dritta e il viso rivolto verso il piatto.

Inoltre bisogna lasciare al bambino il tempo di completare il pasto con i suoi tempi, senza mettergli fretta. Se siamo in ritardo la prossima volta tariamo meglio i tempi di uscita da casa considerando anche quelli del bambino.

Importante insegnare al bambino a masticare bene e a lungo: per questo l’adulto è il primo esempio che il bambino segue. I bambini ci osservano sempre e ci imitano per cui se noi mangiamo con calma e masticando bene loro faranno lo stesso.

Non si mangi amentre si corre, si gioca o si è in macchina perchè potrebbe essere molto pericoloso oltre ad essere un cattivo esempio educativo: se si mangia lo si fa a tavola, seduti e composti.

Ultimo ma non ultimo è importante sorvegliare il bambino mentre mangia. Questo non vuol dire fissarlo con ansia ma rimanere nella stessa stanza mentre il bambino è seduto a tavola. Se abbiamo il bucato da stendere, lo stenderemo in un altro momento.

 

Nonostante la prevenzione ci permetta di evitare la maggior parte dei casi di ostruzione delle vie aeree, l’imprevedibilità del bambino ci porta comunque a dover affrontare questi evnti avversi.

È importante a questo punto attivare i soccorsi!

In molte regioni è ormai attivo il NUE, numero unico di emergenza, il 112, che va a sostituire i vecchi 118, 112, 113,115 e vi discorrendo.

 

 

Qualsiasi sia il vostro tipo di emergenza il numero da comporre è il 112!

Quindi in caso di ostruzione delle vie aeree attivo i soccorsi allertando il 112 e se posso attiro l’attenzione dei passanti, dei vicini o di chiunque si trovi nelle immediate vicinanze in modo da avere un aiuto in più nell’affrontare questa emergenza.

L’operatore che risponderà guiderà passo passo la persona aiutandola a risovere l’ostruzione ma è importante avere almeno un minimo di infarinatura a riguardo, in modo tale da facilitare il lavoro dell’operatore della centrale.

Quindi è importante frequentare un incontro sulle Manovre Salvavita Pediatriche per poter approfittare anche della seconda parte dell’incontro, quella di cui vi parlavo prima, in cui si affronta la pratica con i manichini.

È importante provare le manovre sui manichini perchè in un momento di panico la memoria pratica rimane, un po’ come un istinto, se esercitata, invece la memoria teorica vi abbandona in maniera infame chiudendo tutti i suoi cassettini.

Le manovre da eseguire sono differenti in base all’età del bambino.

Distingueremo il lattante (fino all’anno di età) e il bambino (dall’anno in poi).

In entrambi i casi bisogna valutare se l’ostruzione è parziale o totale.

L’ostruzione parziale permette al lattante e al bambino di respirare, di emettere suoni, di piangere e lo stao di coscienza è conservato, nonostante l’importante difficoltà respiratoria.

L’ostruzione totale non permette al lattante e al bambino di respirare, emettere suoni, piangere, diventano cianotici e lo stato si coscienza si altera velocemente.

In caso di ostruzione parziale non si esegue nessuna manovra ma si invitano il lattante o il bambino a tossire, magari mostrandogli anche come fare (sempre per il discorso che ci osservano e ci imitano, soprattutto da più piccoli) e si cerca di tranquillizzarli. Niente dita in bocca al bambino (potreste mangare il corpo estraneo ancora più in fondo e provocare un’ostruzione totale) e niente pacche sulla schiena o presa per i piedi a testa in giù: oltre ad essere inefficaci possono essere pericolisi, causando traumi importanti alla colonna vertebrale e al cervello (shaking baby sindrome).

In caso di ostruzione totale bisogna effettuare le Manovre Salvavita Pediatriche, differenti per lattante e bambino.

 

Nel caso del lattante:

 

- Si assicura il capo del lattante fissando la mandibola tra pollice e indice posizionati a C

- Si posiziona il lattante prono (a pancia in giù) sull’avambraccio assicurando il capo tramite prensione della mandibola

- Si posiziona l’avambraccio su una coscia, si mantiene il capo del lattante in posizione più declive rispetto al tronco e si eseguono 5 colpi vigorosi tra le scapole (COLPI INTERSCAPOLARI CON VIA DI FUGA LATERALE)

 

Nel caso in cui non sia sufficiente:

- Si posiziona il lattante supino sull’avambraccio assicurando il capo tramite prensione della nuca

 - Si posiziona l’avambraccio su una coscia, si mantiene il capo in posizione più declive rispetto al tronco e si eseguono 5 compressioni toraciche lente e profonde sopra il processo xifoideo (linea immaginaria tra i due capezzoli) con due dita (medio e anulare)

 - Si alternano 5 vigorosi colpi interscapolari a 5 compressioni toraciche sino a disostruzione avvenuta o perdita di coscienza.

 

In caso di perdita di coscienza si iniziano le manovre di rianimazione cardiopolmonare.

 

Nel caso del bambino:

- Si fissa la mandibola del bambino tra pollice e indice (mano a C) per assicurare il capo

 - Si posiziona il bambino prono (pancia in giù) sulla coscia (seduto o con ginocchio a terra) con il capo in posizione più declive rispetto al tronco

 

- Si effettuano 5 colpi interscapolari (con via di fuga laterale)

 

Nel caso in cui non sia sufficiente:

- Si tira su il bambino, ci si posiziona alle sue spalle e si passano le braccia sotto quelle del bambino

(come per abbracciarlo a livello dell'ombelico)

 - Si posiziona il pollice sul processo xifoideo (fine sterno) e l'indice sull'ombelico del bambino (posizione a C)

- Si pone l'altra mano chiusa all'interno della "C" col pollice rivolto verso l'addome, chiuso all'interno delle altre dita

 - Si avvolge il pugno con l'altra mano e si applicano 5 compressioni addominali (manovra di Heimlich) per aumentare pressione intratoracica (tosse artificiale), con direzione da davanti a dietro e dal basso verso l'alto

        

  - Si alternano le pacche interscapolari e le compressioni addominali fino ad espulsione del corpo estraneo, fino a che il bambino non ricomincia a tossire o perde conoscenza.

 

In caso di perdita di coscienza si iniziano le manovre di rianimazione cardiopolmonare simile per lattante e bambino se non per alcune differenze dovute a dimensioni e anatomia differenti.

 

- Si posiziona il lattante/bambino supino su un piano rigido

    

 - Si allineano testa, corpo e arti

  

 - Si instaura la pervietà delle vie aeree (lattante in posizione neutra e bambino con leggera estensione del capo)

    

 - Si controlla se vi sono corpi estranei affioranti (nel caso valutare se e come rimuoverli)

    

 - Si effettuano 5 Insufflazioni di soccorso (Bocca/bocca-naso per il lattante e Bocca/bocca per il bambino)

    

 - Se non vi sono segni di circolo (Mo.To.Re.: Movimento-Tosse-Respiro), si effettuano 30 compressioni toraciche (compressioni a due dita nel lattante e ad una mano per il bambino) alternate a 2 insufflazioni. Rapporto 30:2 per 3 cicli (1 min circa).

    

 

Se al termine dei 3 cicli non vi è Mo.To.Re., si continua la sequenza fino a ripresa di coscienza o segni di circolo o finchè non arrivano i soccorsi.

In ogni caso anche a disostruzione avvenuta è bene far visitare il lattante/bambino poichè potrebbero esserci dei residui o potremmo aver causato un trauma con le manovre.

Ricordatevi bene però che è meglio un livido fatto eseguendo con la corretta intensità le manovre, piuttosto che un bambino non disostruito per paura di fargli male!

Spero di essere stata abbastanza chiara nella mia breve spiegazione e vi invito ad informarvi e frequentare un incontro sulle Manovre Salvavita Pediatriche nella vostra città.  

Io personalmente tengo un incontro al mese a Savona.

Avete visto che basta veramente poco per salvare una vita per cui ne vale la pena.

 

A presto,

 

Ostetrica Grazia

 

 

 

 

Nuovo appuntamento con il blog!

Oggi parliamo dei famosissimi Corsi Preparto!

Che poi Corso Preparto è un termine più che obsoleto, come i professionisti che lo utilizzano.

Sono un po’ provocatoria? Si, e con ragione, oserei dire.

Facciamo un cappellino introduttivo per spiegare come mai il termine “Corso Preparto” è ormai obsoleto.

Utilizzare la parola “Corso” è già di per se il primo errore: inconsciamente porta a pensare ad un ciclo di incontri nei quali, muniti di carta e penna, si segue la lezione per imparare a partorire ed a diventare genitori.

Una volta colto questo particolare si è deciso di modificare la dicitura.

Nacquero così i Corsi di Accompagnamento alla Nascita, detti anche CAN, dove la dicitura “Accompagnamento alla Nascita” dà più l’idea di una serie di incontri nei quali l’ostetrica guida i partecipanti nel percorso nascita. Anche in questo caso però la parola “Corso” è fuorviante.

Si è arrivati quindi a definire questo percorso “Incontri di Accompagnamento alla Nascita, o IAN.

Questa dicitura sembra essere più adeguata ed esplicativa del tipo di percorso proposto ai futuri genitori.

 

Quindi, perchè siamo arrivati agli “Incontri di Accompagnamento alla Nascita”(IAN) e in cosa consistono?

Gli IAN sono una serie di incontri dedicati alla scoperta e alla consapevolezza dell’evento nascita.

Il ciclo di incontri può essere formato da più o meno appuntamenti a seconda della tipologia di percorso proposto dall’ostetrica. Solitamente vengono proposti dai 5 agli 8 incontri a cadenza settimanale, della durata di 2 ore circa ciascuno.

L’ostetrica può decidere se dedicare il percorso solo alle future mamme o aprire gli incontri anche ai papà, oltre al periodo della gravidanza da cui far partire questo percorso.

Il numero minimo o massimo di partecipanti è a discrezione dell’ostetrica, basato sul tipo di progetto e sulla disponibilità di spazio dell’organizzatrice.

Ogni ostetrica programma gli incontri in base alla sua esperienza, agli insegnamenti ricevuti dalle ostetriche più esperte ed ai partecipanti, per forza di cose ogni volta differenti.

Secondo quella che è la mia esperienza, maturata anche durante il mio percorso da volontaria in consultorio, le esigenze, l’individualità e la personalità dei partecipanti vanno assolutamente rispettate, mantenendo ovviamente la professionalità e gli obiettivi del percorso.

Ogni giorno mi trovo davanti a situazioni che sottolineano quanto, per molti, un lavoro tipo il mio sia diventato solo una questione di “guadagnare il più possibile”, come se vendessimo sottaceti al supermercato.

Pacchetti, pacchettini, paghi 3 prendi 2, porta un amico ed avrai lo sconto del 10%, non sempre sono adatti al servizio offerto. In alcuni casi ci dimentichiamo che abbiamo a che fare con esseri umani, persone, individui, per definizione tutti diversi quindi bisognosi di assistenza umana, personalizzata, individuale.

Se ci fate caso, raramente lo standard fa al caso nostro.

Questo per spiegare perchè la considerazione delle esigenze di chi ci troviamo di fronte è importantissima, anche e soprattutto per ottenere quel livello di empatia necessario per raggiungere gli obiettivi prefissati e rendere il partecipante soddisfatto del percorso scelto.

 

Quali sono gli argomenti trattati durante gli incontri?

Come detto prima, ogni ostetrica decide quali argomenti toccare appena e quali approfondire di più.

In linea di massima il percorso prevede un argomento diverso per ogni incontro: alimentazione, stile di vita e cambiamenti in gravidanza, ormoni, pavimento pelvico, valigia per parto e degenza ospedaliera, travaglio e parto, donazione del sangue cordonale, allattamento, puerperio e gestione del neonato sono alcuni degli argomenti che potrebbero proporvi durante un ciclo di incontri.

 

Come vengono affrontati gli incontri?

Anche la modalità degli incontri varia da ostetrica ad ostetrica.

Possiamo trovare quella che preferisce esporre a voce l’argomento, oppure quella che preferisce porre una domanda e coinvolgere i partecipanti nella discussione rendendo più interattivi gli incontri. C’è chi usa supporti tipo slide, cartelloni o immagini, oppure propone attività durante gli incontri. Infine c’è l’ostetrica che decide di mescolare tutte queste metodologie di conduzione degli incontri, anche in base all’argomento trattato.

 

Dove si tengono gli Incontri di Accompagnamento alla Nascita?

Esistono diverse opportunità tra cui possono scegliere i potenziali partecipanti, che possono variare di città in città.

La coppia può decidere di partecipare al percorso in consultorio, in ospedale o presso un’ostetrica privata.

L’ostetrica privata può tenere gli incontri presso il suo studio, presso associazioni o in collaborazione presso altri studi, oppure a domicilio se è previsto un percorso individuale.

Quindi l’ostetrica, oltre alla tipologia di percorso (coppia o solo mamme), può scegliere se aprire gli incontri ad un gruppo oppure se tenere gli incontri individualmente direttamente al domicilio dei partecipanti.

 

Che obiettivi ha un ciclo di Incontri di Accompagnamento alla Nascita?

Questo tipo di percorso può avere molteplici obiettivi tra cui:

- Consapevolezza riguardo una fase della vita diversa, ricca di emotività e “mistero”;

- Condivisione di un’esperienza che accomuna i partecipanti: questo permette ad esempio ai futuri genitori di tranquillizzarsi davanti a problematiche comuni in gravidanza;

- Creazione di una rete di sostegno: in gravidanza e dopo il parto è fondamentale sentirsi sostenuti e non sentirsi soli. Facilitare le coppie nel creare tra di loro una rete di sostegno e confronto reciproco è importante quanto il sostegno, la disponibilità e la presenza dell’ostetrica;

- Informazione: una persona informata è anche più consapevole e di conseguenza collaborante ed empatica con il personale che la assisterà durante il percorso nascita ed oltre;

- Prevenzione di problematiche più o meno importanti che possono insorgere a seguito di una mancata o cattiva informazione;

- Dedicarsi del tempo: bisogna fare spazio al bambino in arrivo non solo in casa e nella pancia ma anche nella mente, cominciando a dedicargli ed a dedicarsi del tempo di qualità. Per questo è utile frequentare gli incontri anche ed a maggior ragione se è il secondo figlio e se è già stato frequentato un ciclo di incontri per la prima gravidanza.

 

Questi e molti altri sono gli obiettivi di un buon percorso di Accompagnamento alla Nascita ma a mio avviso il più importante forse è rendere consapevoli i futuri genitori che hanno già dentro di loro le competenze necessarie ma hanno bisogno di qualcuno che li aiuti a tirarle fuori.

Come dice sempre una delle ostetriche che ha contribuito in maniera importante nella mia formazione “Sei già una brava mamma e sei già un bravo papà”.

 

Chi può organizzare il ciclo di Incontri di Accompagnamento alla Nascita?

Solo l’Ostetrica, secondo profilo professionale e codice deontologico, può organizzare e tenere in autonomia gli Incontri di Accompagnamento alla Nascita.

Le altre figure professionali possono partecipare agli incontri come collaboratori ma non possono tenere in autonomia un ciclo completo di incontri.

Chiunque gestisca in autonomia questo tipo di servizio senza averne competenza incorre nell’abuso di professione, reato penale.

Benvengano quindi le collaborazioni con altre figure professionali che possono arricchire il percorso ma diffidate di chiunque pubblicizzi un suo “Corso Preparto”in autonomia e non sia un’ostetrica.

 

Ultima domanda che potrebbe venirvi in mente scorrendo la home di qualsiasi social network... Ma se seguissi un “Corso Preparto” online?

Stanno spuntando fuori come lumache dopo una bella giornata di pioggia, questi fantomatici “Corsi Preparto” online.

Inutile dirvi che ritengo non si possano definire “Incontri di Accompagnamento alla Nascita”e infatti ho utilizzato la dicitura “Corso Preparto”.

Un ciclo di videolezioni standard, effettuate attraverso lo schermo di un computer e senza la possibilità di confrontarmi con gli altri partecipanti e con l’ostetrica, non soddisfano sicuramente gli obiettivi precedentemente descritti.

Questo tipo di esperienza, secondo me, è un passo indietro ai “Corsi Preparto” dove si imparava a respirare, spingere e partorire.

 

Concludo citando nuovamente una frase dell’ostetrica di cui vi parlavo prima:

“Le donne riescono a partorire e a crescere i figli anche sotto i bombardamenti.

Non avete bisogno di qualcuno che vi insegni a partorire o ad essere genitori.

Quello che possiamo e dobbiamo fare è migliorare la qualità di questa esperienza. Perchè c’è modo e modo di vivere l’evento nascita e la genitorialità.”

 

Se foste interessati a partecipare ad uno dei miei cicli di Incontri di Accompagnamento alla Nascita vi lascio di seguito i miei contatti:

 

Tel. 3472494967

E-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Sito web: www.ostetricasavona.it

 

Seguitemi sulla mia pagina Facebook “Ostetrica Grazia Agostino” e sul mio account Instagram “ostetrica_grazia”

 

A presto!

 

 

Dopo una breve pausa, ritorniamo con un nuovo articolo del blog.

Di cosa parliamo oggi?

Mi direte, c’è scritto nel titolo... Certo, ma se dico “pavimento pelvico” quanti di voi sanno veramente spiegare cos’è, dove si trova e che funzioni ha?

Spero in tanti, ma per esperienza so che purtroppo siamo in pochi.

Perchè non consideriamo minimamente il nostro pavimento pelvico ma ci preoccupiamo solo di allenare i nostri bicipiti, quadricipiti o i glutei?

La risposta è facile: la nostra società considera l’argomento un tabù, una vergogna, quindi non ne parliamo, non lo conosciamo e non ce ne occupiamo.

La prima volta che entriamo in contatto con queste informazioni è durante un bel ciclo di incontri di accompagnamento alla nascita.

Fino a questo momento pochissime donne sono consapevoli e coscienti di avere un pavimento pelvico e di doversi prendere cura anche di questi muscoli. Questa non è una colpa della donna ma un difetto della comunità e dei professionisti che in primis dovrebbero preoccuparsi di affrontare l’argomento.

L’importanza della consapevolezza sta anche nella prevenzione e nel trattamento di alcuni disturbi, molti dei quali particolarmente sgradevoli e con risvolti negativi nella vita della donna: dolori mestruali, incontinenza urinaria da sforzo, prolasso uterino o vescicale, anorgasmia, dispareunia, vaginismo sono alcuni tra i disturbi più comuni.

Abbiamo detto che per poterci prendere cura del pavimento pelvico dobbiamo prima di tutto prendere coscienza di cos’è, dove si trova e che funzioni ha. Quindi, a lavoro!

Il perineo è quella porzione del nostro corpo delimitata dalla sinfisi pubica anteriormente, dal coccige posteriormente e dalle tuberosità ischiatiche lateralmente.

  In questa regione corporea terminano, nella donna, 3 canali differenti: uretra, vagina e retto.

Il perineo è formato da un piano cutaneo e uno muscolare, appunto, il pavimento pelvico.

Per fare un esempio più pratico e concreto, è tutta quella zona che poggia sul sellino della bicicletta.

Se tracciamo delle linee che colleghino i punti sopracitati, vediamo proprio che si viene a formare un rombo costituito da due triangolini, uno anteriore e uno posteriore, che definiscono due zone differenti.

Per spiegare meglio, facciamo un passo indietro ed andiamo a vedere da cosa è formato il pavimento pelvico.

Il pavimento pelvico è formato da 3 strati muscolari e legamentosi che dall’esterno all’interno sono: lo strato degli sfinteri, il diaframma pelvico e il diaframma urogenitale.

Proprio questi ultimi due strati sono rappresentati rispettivamente dal “triangolino” posteriore e da quello anteriore.

Lo strato degli sfinteri invece, il più esterno, ha la forma di un 8, con la pancia inferiore, corrispondente allo sfintere anale, leggeremente più piccola.

Abbiamo definito dove si trova e da cos’è formato...ma che funzioni ha il pavimento pelvico?

Il pavimento pelvico svolge molteplici e importantissime funzioni:

- Continenza: ha funzione sfinteriale, cioè regola l’attività degli sfinteri occupandosi della continenza urinaria e fecale.

- Circolazione locale: l’attività dei muscoli perineali stimola la circolazione locale aiutando la prevenzione di emorroidi, stipsi e congestione pelvica.

- Funzione sessuale: svolge un ruolo importante nella funzione sessuale femminile, intervenendo nella fase motoria dell’orgasmo e partecipando così al raggiungimento del piacere sessuale. 

- Parto: essendo composto da strati muscolari, il pavimento pelvico può distendersi, assecondando ed aiutando la progressione e la rotazione del feto durante il travaglio ed il parto.

- Statica pelvica: il pavimento pelvico è come un’amaca: muscoli e legamenti fungono da sostegno e sospensione di vescica, vagina, utero e retto. Inoltre è fondamentale per il mantenimento della statica pelvica e per ammortizzare e gestire le pressioni addominali, dai movimenti respiratori, allo starnuto, all’attività addominale più intensa.

 

 

Direi che le funzioni appena descritte sono più importanti di quelle di un bicipite ben allenato.

Come facciamo quindi a conoscere e prenderci cura del nostro pavimento pelvico?

Prima abbiamo fatto il confronto con i bicipiti: la soluzione quindi è la ginnastica!

Essendo formato da muscoli anche il pavimento pelvico va allenato: la ginnastica del pavimento pelvico, oltre alla funzione preventiva e migliorativa di alcune problematiche, ha un ruolo importante nella consapevolezza e nella percezione di questa muscolatura.

Dobbiamo considerare il pavimento pelvico anche nelle attività quotidiane come alzarsi e sedersi, le faccende domestiche o la palestra, ad esempio.

Soprattutto durante una sessione di esercizi in palestra andrebbe considerato il pavimento pelvico: la pressione addominale esercitata durante gli sforzi andrebbe supportata da un buon utilizzo del pavimento pelvico affinchè quest’ultimo, con il tempo, non subisca danni.

Alcuni dei vantaggi di un pavimento pelvico allenato:

- Miglioramento della funzione di sostegno e prevenzione dei prolassi;

- Miglioramento della circolazione pelvica diminuendo le probabilità di insorgenza di problematiche quali ad esempio stipsi ed emorroidi;

- Miglioramento della sensazione dolorosa durante la mestruazione;

- Aiuto nella prevenzione delle cistiti ricorrenti;

- Aiuto nella progressione del feto e nell’espulsione del neonato durante il parto, grazie alla capacità acquisita di aprire e lasciare andare.

La ginnastica del pavimento pelvico ha quindi vantaggi per tutte le donne, di qualsiasi età e in qualsiasi fase della propria vita. Frequentare un ciclo di incontri a riguardo, quindi, può essere utile per tutti.

Il perineo femminile, nelle sue molteplici funzioni e caratteristiche, è una parte importante del nostro corpo: ignorarlo e non prendersene cura vuol dire rinunciare ad una parte di noi stesse e della nostra identità.

Non abbassiamo la testa davanti a chi pensa di risolverci il problema propinandoci un assorbente!

Eh, maschietti, non fate i furbi...avete notato che ho specificato spesso “femminile” nel corso dell’articolo? Sapete perchè?

Perchè il pavimento pelvico lo avete anche voi...esattamente come avete tutte le problematiche di un pavimento pelvico non curato!

 

 

Eiaculazione precoce, disfunzione erettile ed incontinenza sono alcune delle più comuni problematiche maschili. Riconoscere di avere uno di questi problemi o volerlo prevenire non vuol dire essere meno uomini... Prendetevi cura di voi stessi!

 

A presto,

 

Ostetrica Grazia

 

 

Come promesso, terminiamo gli appuntamenti sul corretto stile di vita in gravidanza, parlando di movimento, attività fisica e viaggi.

 Il riposo e l’ozio non sono mai da suggerire, se non in caso di necessità, per vari motivi:

 - In gravidanza si tende a rallentare e a muoversi di meno, sia a causa del progesterone, l’ormone che tutto rallenta, sia a causa della sensazione di pesantezza e goffagine che può percepire la mamma.

 - Stare fermi e non fare attività di alcun tipo porta inevitabilmente a mangiare di più e peggio, poichè si tende a combattere la noia con il cibo.

 - Il movimento, fatto con controllo ed ascoltando i bisogni e i limiti del proprio corpo, è importante per mantenere mobili articolazioni e legamenti importanti anche al momento del parto, e per scongiurare un aumento ponderale eccessivo.

Seguire corsi di acquaticità in gravidanza, di ginnastica del pavimento pelvico o altri corsi dedicati a donne in dolce attesa, vi può inoltre rendere consapevoli di come utilizzare e sfruttare al meglio le risorse del vostro corpo: è importante imparare ad ascoltarsi e ad assecondare i bisogni del proprio corpo, sopratutto in prospettiva e in previsione del parto, fatto d’istinto, consapevolezza e conoscenza di se stessi e del proprio corpo.

Inoltre molte attività proposte in gravidanza sono utili per il mantenimento di una postura corretta, difficile da controllare visto lo spostamento del baricentro dovuto alla pancia che cresce, riuscendo ad alleviare dolori e sintomi comuni in gravidanza come il mal di schiena o la sciatica.

E’ vero che bisogna muoversi e non fare troppo “divaning” in gravidanza, ma non bisogna nemmeno esagerare troppo nell’altro senso.

I viaggi sono concessi, a patto che ci sia sempre benessere materno-fetale.

- Viaggi in moto: a vostra discrezione. L’indicazione è di evitare i viaggi, anche per brevi tratte, in moto, non per un motivo legato a sobbalzi o che altro, ma perchè se cadete siete in due!

La moto non è un mezzo molto sicuro e protetto, soprattutto in gravidanza.

- Viaggi in macchina: ok, a patto che, in caso di viaggi lunghi, ci si fermi una mezz’oretta ogni paio d’ore per fare pipì e muoversi un po’ per non affaticare la circolazione a livello degli arti inferiori. La cintura va messa SEMPRE e nella maniera corretta e non a vostro piacimento: in caso di incidente, meglio che venga stretta un po’ la pancia piuttosto che veniate letteralmente catapultate fuori dal parabrezza. Cerchiamo di valutare sempre i rischi e decidere per il male minore.

- Viaggi in treno: ok, ma come per i viaggi in macchina, assicurarsi di muoversi di tanto in tanto, sfruttando il corridoio centrale tra i posti a sedere, se la tratta lo permette, e di fare pipì ogni paio d’ore.

- Viaggi in aereo: è necessario portare certificato medico e documentazione firmata da un medico ginecologo. Inoltre ogni compagnia aerea regolamenta la possibilità di effettuare un volo in gravidanza in maniera leggermente diversa. Quindi se dovete prenotare un viaggio in aereo, prima di pagare, consultate la vostra ostetrica o il vostro ginecologo chiedendo un parere, e informatevi riguardo all’epoca gestazionale fino alla quale la compagnia aerea scelta autorizzi voli a donne in gravidanza.

Assicuratevi di avere sempre con voi la documentazione e gli esami riguardanti la gravidanza se vi allontanate troppo da casa: non si sa mai di dover effettuare una visita in pronto soccorso per problemi di qualsiasi origine.

 

 

Benritrovati per un nuovo appuntamento con il mio blog! 

La scorsa volta avevamo parlato di alimentazione in gravidanza e vi avevo lasciati promettendovi un nuovo articolo sullo stile di vita in gravidanza...e come promesso, eccomi qua!

Stile di vita...ma cosa si intende per stile di vita? Bella domanda.

Per stile di vita si intendono tutta una serie di buone o cattive abitudini a cui in gravidanza, ma per certi versi anche per chi non è in dolce attesa, è bene fare attenzione per scongiurare complicanze più o meno gravi.

La volta scorsa abbiamo parlato di alimentazione: anche questa rientra tra gli argomenti riguardanti lo stile di vita, ad esempio.

Oggi invece parleremo di altri argomenti, sempre collegati allo stile di vita, come fumo, alcool, droghe e sostanze stupefacenti.

Oramai sono noti, grazie agli studi e alle evidenze scientifiche, i danni creati da fumo, alcool e sostanze stupefacenti, per la salute di mamma e bambino.

In gravidanza è bene abbandonare queste pessime abitudini, spronate e incoraggiate dal fatto che ora siete responsabili, oltre che di voi stesse, di un’altra piccola vita che state costruendo cellula per cellula.

 

Cerchiamo ora di capire cosa affermano gli studi sopracitati.

Il fumo, oltre che causare ipertensione materna, ipossia cellulare fetale, ritardo di crescita e conseguente basso peso alla nascita, e danni neurologici e cerebrali, fa “invecchiare” la placenta.

Ma cosa intendo per “invecchiare”?

Per invecchiare intendo che a causa del fumo la placenta subisce degli “infarti”.

La placenta è formata da porzioni chiamate cotiledoni, dei lobi che permettono lo scambio di sostanze nutritive e ossigeno da mamma a feto, e sostanze di scarto da feto a mamma.

Ognuna di queste porzioni di placenta deve funzionare alla perfezione perchè il feto riesca a ricevere tutto ciò di cui ha bisogno.

Il fumo va a danneggiare queste porzioni di placenta che quindi smette di garantire uno scambio materno-fetale ottimale: basta che il 10% della placenta sia infartuata per non garantirne un funzionamento sufficiente a mantenere lo stato di benessere del feto.

Oltre a quelli sopraelencati, i rischi del fumo in gravidanza sono:

- Interruzione della gravidanza per aborto spontaneo o morte fetale

- Parto prematuro e rottura prematura delle membrane

- Distacco di placenta

- SIDS, Sindrome della Morte Improvvisa del Neonato.

 

Altra sostanza dannosissima per il feto è l’alcool.

Le evidenze scientifiche dimostrano che l’alcool sul feto ha effetti devastanti a livello cerebrale.

Il bambino completa il suo sviluppo cerebrale intorno ai 2 anni: viene da sè che l’assunzione di alcool in gravidanza non darà via di scampo al feto per quanto riguarda insulti cerebrali dovuti alla natura tossica di questa sostanza.

Il feto di una donna che assume alcool in gravidanza, in base a quantità ed epoca gestazionale di assunzione, inoltre rischia:

- Morte intrauterina

- Ritardo di crescita intrauterina e basso peso alla nascita

- Deficit neurologici, microcefalia e disturbi comportamentali

- Labiopalatoschisi, onfalocele, gastroschisi

- Convulsioni ed epilessia

Per non parlare di droghe e sostanze stupefacenti, se possibile, ancora più dannose per mamma e bambino.

 

Un altro rischio importante, dovuto a fumo, sostanze stupefacenti e alcool, è la SAN, Sindrome da Astinenza Neonatale.

Il feto, abituato alla presenza di nicotina, alcool o droghe nell’organismo della madre, e quindi anche nel suo, alla nascita può andare letteralmente in crisi d’astinenza, con tutte le conseguenze del caso. Stessa cosa vale per i farmaci assunti per libera scelta e non sotto controllo medico.

Dovrà essere tenuto sotto stretto controllo per scongiurare crisi anche importanti e dovrà sottoporsi ad una vera e propria disintossicazione, che può durare molte settimane.

 

Alcune donne sottovalutano la pericolosità di queste cattive abitudini, per questo è fondamentale che gli operatori sanitari dedicati alla cura della donna in gravidanza effettuino un corretto ed esaustivo couselling durante la prima visita.

La consapevolezza può aiutare la donna ad abbracciare un nuovo e più salutare stile di vita, sempre con il supporto e mai il giudizio di chi si prende cura di lei.

 

Alla prossima, con il movimento in gravidanza e i viaggi in sicurezza, per concludere questo viaggio alla scoperta dello stile di vita in gravidanza.