Nuovo appuntamento con il blog!

Oggi parliamo dei famosissimi Corsi Preparto!

Che poi Corso Preparto è un termine più che obsoleto, come i professionisti che lo utilizzano.

Sono un po’ provocatoria? Si, e con ragione, oserei dire.

Facciamo un cappellino introduttivo per spiegare come mai il termine “Corso Preparto” è ormai obsoleto.

Utilizzare la parola “Corso” è già di per se il primo errore: inconsciamente porta a pensare ad un ciclo di incontri nei quali, muniti di carta e penna, si segue la lezione per imparare a partorire ed a diventare genitori.

Una volta colto questo particolare si è deciso di modificare la dicitura.

Nacquero così i Corsi di Accompagnamento alla Nascita, detti anche CAN, dove la dicitura “Accompagnamento alla Nascita” dà più l’idea di una serie di incontri nei quali l’ostetrica guida i partecipanti nel percorso nascita. Anche in questo caso però la parola “Corso” è fuorviante.

Si è arrivati quindi a definire questo percorso “Incontri di Accompagnamento alla Nascita, o IAN.

Questa dicitura sembra essere più adeguata ed esplicativa del tipo di percorso proposto ai futuri genitori.

 

Quindi, perchè siamo arrivati agli “Incontri di Accompagnamento alla Nascita”(IAN) e in cosa consistono?

Gli IAN sono una serie di incontri dedicati alla scoperta e alla consapevolezza dell’evento nascita.

Il ciclo di incontri può essere formato da più o meno appuntamenti a seconda della tipologia di percorso proposto dall’ostetrica. Solitamente vengono proposti dai 5 agli 8 incontri a cadenza settimanale, della durata di 2 ore circa ciascuno.

L’ostetrica può decidere se dedicare il percorso solo alle future mamme o aprire gli incontri anche ai papà, oltre al periodo della gravidanza da cui far partire questo percorso.

Il numero minimo o massimo di partecipanti è a discrezione dell’ostetrica, basato sul tipo di progetto e sulla disponibilità di spazio dell’organizzatrice.

Ogni ostetrica programma gli incontri in base alla sua esperienza, agli insegnamenti ricevuti dalle ostetriche più esperte ed ai partecipanti, per forza di cose ogni volta differenti.

Secondo quella che è la mia esperienza, maturata anche durante il mio percorso da volontaria in consultorio, le esigenze, l’individualità e la personalità dei partecipanti vanno assolutamente rispettate, mantenendo ovviamente la professionalità e gli obiettivi del percorso.

Ogni giorno mi trovo davanti a situazioni che sottolineano quanto, per molti, un lavoro tipo il mio sia diventato solo una questione di “guadagnare il più possibile”, come se vendessimo sottaceti al supermercato.

Pacchetti, pacchettini, paghi 3 prendi 2, porta un amico ed avrai lo sconto del 10%, non sempre sono adatti al servizio offerto. In alcuni casi ci dimentichiamo che abbiamo a che fare con esseri umani, persone, individui, per definizione tutti diversi quindi bisognosi di assistenza umana, personalizzata, individuale.

Se ci fate caso, raramente lo standard fa al caso nostro.

Questo per spiegare perchè la considerazione delle esigenze di chi ci troviamo di fronte è importantissima, anche e soprattutto per ottenere quel livello di empatia necessario per raggiungere gli obiettivi prefissati e rendere il partecipante soddisfatto del percorso scelto.

 

Quali sono gli argomenti trattati durante gli incontri?

Come detto prima, ogni ostetrica decide quali argomenti toccare appena e quali approfondire di più.

In linea di massima il percorso prevede un argomento diverso per ogni incontro: alimentazione, stile di vita e cambiamenti in gravidanza, ormoni, pavimento pelvico, valigia per parto e degenza ospedaliera, travaglio e parto, donazione del sangue cordonale, allattamento, puerperio e gestione del neonato sono alcuni degli argomenti che potrebbero proporvi durante un ciclo di incontri.

 

Come vengono affrontati gli incontri?

Anche la modalità degli incontri varia da ostetrica ad ostetrica.

Possiamo trovare quella che preferisce esporre a voce l’argomento, oppure quella che preferisce porre una domanda e coinvolgere i partecipanti nella discussione rendendo più interattivi gli incontri. C’è chi usa supporti tipo slide, cartelloni o immagini, oppure propone attività durante gli incontri. Infine c’è l’ostetrica che decide di mescolare tutte queste metodologie di conduzione degli incontri, anche in base all’argomento trattato.

 

Dove si tengono gli Incontri di Accompagnamento alla Nascita?

Esistono diverse opportunità tra cui possono scegliere i potenziali partecipanti, che possono variare di città in città.

La coppia può decidere di partecipare al percorso in consultorio, in ospedale o presso un’ostetrica privata.

L’ostetrica privata può tenere gli incontri presso il suo studio, presso associazioni o in collaborazione presso altri studi, oppure a domicilio se è previsto un percorso individuale.

Quindi l’ostetrica, oltre alla tipologia di percorso (coppia o solo mamme), può scegliere se aprire gli incontri ad un gruppo oppure se tenere gli incontri individualmente direttamente al domicilio dei partecipanti.

 

Che obiettivi ha un ciclo di Incontri di Accompagnamento alla Nascita?

Questo tipo di percorso può avere molteplici obiettivi tra cui:

- Consapevolezza riguardo una fase della vita diversa, ricca di emotività e “mistero”;

- Condivisione di un’esperienza che accomuna i partecipanti: questo permette ad esempio ai futuri genitori di tranquillizzarsi davanti a problematiche comuni in gravidanza;

- Creazione di una rete di sostegno: in gravidanza e dopo il parto è fondamentale sentirsi sostenuti e non sentirsi soli. Facilitare le coppie nel creare tra di loro una rete di sostegno e confronto reciproco è importante quanto il sostegno, la disponibilità e la presenza dell’ostetrica;

- Informazione: una persona informata è anche più consapevole e di conseguenza collaborante ed empatica con il personale che la assisterà durante il percorso nascita ed oltre;

- Prevenzione di problematiche più o meno importanti che possono insorgere a seguito di una mancata o cattiva informazione;

- Dedicarsi del tempo: bisogna fare spazio al bambino in arrivo non solo in casa e nella pancia ma anche nella mente, cominciando a dedicargli ed a dedicarsi del tempo di qualità. Per questo è utile frequentare gli incontri anche ed a maggior ragione se è il secondo figlio e se è già stato frequentato un ciclo di incontri per la prima gravidanza.

 

Questi e molti altri sono gli obiettivi di un buon percorso di Accompagnamento alla Nascita ma a mio avviso il più importante forse è rendere consapevoli i futuri genitori che hanno già dentro di loro le competenze necessarie ma hanno bisogno di qualcuno che li aiuti a tirarle fuori.

Come dice sempre una delle ostetriche che ha contribuito in maniera importante nella mia formazione “Sei già una brava mamma e sei già un bravo papà”.

 

Chi può organizzare il ciclo di Incontri di Accompagnamento alla Nascita?

Solo l’Ostetrica, secondo profilo professionale e codice deontologico, può organizzare e tenere in autonomia gli Incontri di Accompagnamento alla Nascita.

Le altre figure professionali possono partecipare agli incontri come collaboratori ma non possono tenere in autonomia un ciclo completo di incontri.

Chiunque gestisca in autonomia questo tipo di servizio senza averne competenza incorre nell’abuso di professione, reato penale.

Benvengano quindi le collaborazioni con altre figure professionali che possono arricchire il percorso ma diffidate di chiunque pubblicizzi un suo “Corso Preparto”in autonomia e non sia un’ostetrica.

 

Ultima domanda che potrebbe venirvi in mente scorrendo la home di qualsiasi social network... Ma se seguissi un “Corso Preparto” online?

Stanno spuntando fuori come lumache dopo una bella giornata di pioggia, questi fantomatici “Corsi Preparto” online.

Inutile dirvi che ritengo non si possano definire “Incontri di Accompagnamento alla Nascita”e infatti ho utilizzato la dicitura “Corso Preparto”.

Un ciclo di videolezioni standard, effettuate attraverso lo schermo di un computer e senza la possibilità di confrontarmi con gli altri partecipanti e con l’ostetrica, non soddisfano sicuramente gli obiettivi precedentemente descritti.

Questo tipo di esperienza, secondo me, è un passo indietro ai “Corsi Preparto” dove si imparava a respirare, spingere e partorire.

 

Concludo citando nuovamente una frase dell’ostetrica di cui vi parlavo prima:

“Le donne riescono a partorire e a crescere i figli anche sotto i bombardamenti.

Non avete bisogno di qualcuno che vi insegni a partorire o ad essere genitori.

Quello che possiamo e dobbiamo fare è migliorare la qualità di questa esperienza. Perchè c’è modo e modo di vivere l’evento nascita e la genitorialità.”

 

Se foste interessati a partecipare ad uno dei miei cicli di Incontri di Accompagnamento alla Nascita vi lascio di seguito i miei contatti:

 

Tel. 3472494967

E-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Sito web: www.ostetricasavona.it

 

Seguitemi sulla mia pagina Facebook “Ostetrica Grazia Agostino” e sul mio account Instagram “ostetrica_grazia”

 

A presto!

 

 

Dopo una breve pausa, ritorniamo con un nuovo articolo del blog.

Di cosa parliamo oggi?

Mi direte, c’è scritto nel titolo... Certo, ma se dico “pavimento pelvico” quanti di voi sanno veramente spiegare cos’è, dove si trova e che funzioni ha?

Spero in tanti, ma per esperienza so che purtroppo siamo in pochi.

Perchè non consideriamo minimamente il nostro pavimento pelvico ma ci preoccupiamo solo di allenare i nostri bicipiti, quadricipiti o i glutei?

La risposta è facile: la nostra società considera l’argomento un tabù, una vergogna, quindi non ne parliamo, non lo conosciamo e non ce ne occupiamo.

La prima volta che entriamo in contatto con queste informazioni è durante un bel ciclo di incontri di accompagnamento alla nascita.

Fino a questo momento pochissime donne sono consapevoli e coscienti di avere un pavimento pelvico e di doversi prendere cura anche di questi muscoli. Questa non è una colpa della donna ma un difetto della comunità e dei professionisti che in primis dovrebbero preoccuparsi di affrontare l’argomento.

L’importanza della consapevolezza sta anche nella prevenzione e nel trattamento di alcuni disturbi, molti dei quali particolarmente sgradevoli e con risvolti negativi nella vita della donna: dolori mestruali, incontinenza urinaria da sforzo, prolasso uterino o vescicale, anorgasmia, dispareunia, vaginismo sono alcuni tra i disturbi più comuni.

Abbiamo detto che per poterci prendere cura del pavimento pelvico dobbiamo prima di tutto prendere coscienza di cos’è, dove si trova e che funzioni ha. Quindi, a lavoro!

Il perineo è quella porzione del nostro corpo delimitata dalla sinfisi pubica anteriormente, dal coccige posteriormente e dalle tuberosità ischiatiche lateralmente.

  In questa regione corporea terminano, nella donna, 3 canali differenti: uretra, vagina e retto.

Il perineo è formato da un piano cutaneo e uno muscolare, appunto, il pavimento pelvico.

Per fare un esempio più pratico e concreto, è tutta quella zona che poggia sul sellino della bicicletta.

Se tracciamo delle linee che colleghino i punti sopracitati, vediamo proprio che si viene a formare un rombo costituito da due triangolini, uno anteriore e uno posteriore, che definiscono due zone differenti.

Per spiegare meglio, facciamo un passo indietro ed andiamo a vedere da cosa è formato il pavimento pelvico.

Il pavimento pelvico è formato da 3 strati muscolari e legamentosi che dall’esterno all’interno sono: lo strato degli sfinteri, il diaframma pelvico e il diaframma urogenitale.

Proprio questi ultimi due strati sono rappresentati rispettivamente dal “triangolino” posteriore e da quello anteriore.

Lo strato degli sfinteri invece, il più esterno, ha la forma di un 8, con la pancia inferiore, corrispondente allo sfintere anale, leggeremente più piccola.

Abbiamo definito dove si trova e da cos’è formato...ma che funzioni ha il pavimento pelvico?

Il pavimento pelvico svolge molteplici e importantissime funzioni:

- Continenza: ha funzione sfinteriale, cioè regola l’attività degli sfinteri occupandosi della continenza urinaria e fecale.

- Circolazione locale: l’attività dei muscoli perineali stimola la circolazione locale aiutando la prevenzione di emorroidi, stipsi e congestione pelvica.

- Funzione sessuale: svolge un ruolo importante nella funzione sessuale femminile, intervenendo nella fase motoria dell’orgasmo e partecipando così al raggiungimento del piacere sessuale. 

- Parto: essendo composto da strati muscolari, il pavimento pelvico può distendersi, assecondando ed aiutando la progressione e la rotazione del feto durante il travaglio ed il parto.

- Statica pelvica: il pavimento pelvico è come un’amaca: muscoli e legamenti fungono da sostegno e sospensione di vescica, vagina, utero e retto. Inoltre è fondamentale per il mantenimento della statica pelvica e per ammortizzare e gestire le pressioni addominali, dai movimenti respiratori, allo starnuto, all’attività addominale più intensa.

 

 

Direi che le funzioni appena descritte sono più importanti di quelle di un bicipite ben allenato.

Come facciamo quindi a conoscere e prenderci cura del nostro pavimento pelvico?

Prima abbiamo fatto il confronto con i bicipiti: la soluzione quindi è la ginnastica!

Essendo formato da muscoli anche il pavimento pelvico va allenato: la ginnastica del pavimento pelvico, oltre alla funzione preventiva e migliorativa di alcune problematiche, ha un ruolo importante nella consapevolezza e nella percezione di questa muscolatura.

Dobbiamo considerare il pavimento pelvico anche nelle attività quotidiane come alzarsi e sedersi, le faccende domestiche o la palestra, ad esempio.

Soprattutto durante una sessione di esercizi in palestra andrebbe considerato il pavimento pelvico: la pressione addominale esercitata durante gli sforzi andrebbe supportata da un buon utilizzo del pavimento pelvico affinchè quest’ultimo, con il tempo, non subisca danni.

Alcuni dei vantaggi di un pavimento pelvico allenato:

- Miglioramento della funzione di sostegno e prevenzione dei prolassi;

- Miglioramento della circolazione pelvica diminuendo le probabilità di insorgenza di problematiche quali ad esempio stipsi ed emorroidi;

- Miglioramento della sensazione dolorosa durante la mestruazione;

- Aiuto nella prevenzione delle cistiti ricorrenti;

- Aiuto nella progressione del feto e nell’espulsione del neonato durante il parto, grazie alla capacità acquisita di aprire e lasciare andare.

La ginnastica del pavimento pelvico ha quindi vantaggi per tutte le donne, di qualsiasi età e in qualsiasi fase della propria vita. Frequentare un ciclo di incontri a riguardo, quindi, può essere utile per tutti.

Il perineo femminile, nelle sue molteplici funzioni e caratteristiche, è una parte importante del nostro corpo: ignorarlo e non prendersene cura vuol dire rinunciare ad una parte di noi stesse e della nostra identità.

Non abbassiamo la testa davanti a chi pensa di risolverci il problema propinandoci un assorbente!

Eh, maschietti, non fate i furbi...avete notato che ho specificato spesso “femminile” nel corso dell’articolo? Sapete perchè?

Perchè il pavimento pelvico lo avete anche voi...esattamente come avete tutte le problematiche di un pavimento pelvico non curato!

 

 

Eiaculazione precoce, disfunzione erettile ed incontinenza sono alcune delle più comuni problematiche maschili. Riconoscere di avere uno di questi problemi o volerlo prevenire non vuol dire essere meno uomini... Prendetevi cura di voi stessi!

 

A presto,

 

Ostetrica Grazia

 

 

Come promesso, terminiamo gli appuntamenti sul corretto stile di vita in gravidanza, parlando di movimento, attività fisica e viaggi.

 Il riposo e l’ozio non sono mai da suggerire, se non in caso di necessità, per vari motivi:

 - In gravidanza si tende a rallentare e a muoversi di meno, sia a causa del progesterone, l’ormone che tutto rallenta, sia a causa della sensazione di pesantezza e goffagine che può percepire la mamma.

 - Stare fermi e non fare attività di alcun tipo porta inevitabilmente a mangiare di più e peggio, poichè si tende a combattere la noia con il cibo.

 - Il movimento, fatto con controllo ed ascoltando i bisogni e i limiti del proprio corpo, è importante per mantenere mobili articolazioni e legamenti importanti anche al momento del parto, e per scongiurare un aumento ponderale eccessivo.

Seguire corsi di acquaticità in gravidanza, di ginnastica del pavimento pelvico o altri corsi dedicati a donne in dolce attesa, vi può inoltre rendere consapevoli di come utilizzare e sfruttare al meglio le risorse del vostro corpo: è importante imparare ad ascoltarsi e ad assecondare i bisogni del proprio corpo, sopratutto in prospettiva e in previsione del parto, fatto d’istinto, consapevolezza e conoscenza di se stessi e del proprio corpo.

Inoltre molte attività proposte in gravidanza sono utili per il mantenimento di una postura corretta, difficile da controllare visto lo spostamento del baricentro dovuto alla pancia che cresce, riuscendo ad alleviare dolori e sintomi comuni in gravidanza come il mal di schiena o la sciatica.

E’ vero che bisogna muoversi e non fare troppo “divaning” in gravidanza, ma non bisogna nemmeno esagerare troppo nell’altro senso.

I viaggi sono concessi, a patto che ci sia sempre benessere materno-fetale.

- Viaggi in moto: a vostra discrezione. L’indicazione è di evitare i viaggi, anche per brevi tratte, in moto, non per un motivo legato a sobbalzi o che altro, ma perchè se cadete siete in due!

La moto non è un mezzo molto sicuro e protetto, soprattutto in gravidanza.

- Viaggi in macchina: ok, a patto che, in caso di viaggi lunghi, ci si fermi una mezz’oretta ogni paio d’ore per fare pipì e muoversi un po’ per non affaticare la circolazione a livello degli arti inferiori. La cintura va messa SEMPRE e nella maniera corretta e non a vostro piacimento: in caso di incidente, meglio che venga stretta un po’ la pancia piuttosto che veniate letteralmente catapultate fuori dal parabrezza. Cerchiamo di valutare sempre i rischi e decidere per il male minore.

- Viaggi in treno: ok, ma come per i viaggi in macchina, assicurarsi di muoversi di tanto in tanto, sfruttando il corridoio centrale tra i posti a sedere, se la tratta lo permette, e di fare pipì ogni paio d’ore.

- Viaggi in aereo: è necessario portare certificato medico e documentazione firmata da un medico ginecologo. Inoltre ogni compagnia aerea regolamenta la possibilità di effettuare un volo in gravidanza in maniera leggermente diversa. Quindi se dovete prenotare un viaggio in aereo, prima di pagare, consultate la vostra ostetrica o il vostro ginecologo chiedendo un parere, e informatevi riguardo all’epoca gestazionale fino alla quale la compagnia aerea scelta autorizzi voli a donne in gravidanza.

Assicuratevi di avere sempre con voi la documentazione e gli esami riguardanti la gravidanza se vi allontanate troppo da casa: non si sa mai di dover effettuare una visita in pronto soccorso per problemi di qualsiasi origine.

 

 

Benritrovati per un nuovo appuntamento con il mio blog! 

La scorsa volta avevamo parlato di alimentazione in gravidanza e vi avevo lasciati promettendovi un nuovo articolo sullo stile di vita in gravidanza...e come promesso, eccomi qua!

Stile di vita...ma cosa si intende per stile di vita? Bella domanda.

Per stile di vita si intendono tutta una serie di buone o cattive abitudini a cui in gravidanza, ma per certi versi anche per chi non è in dolce attesa, è bene fare attenzione per scongiurare complicanze più o meno gravi.

La volta scorsa abbiamo parlato di alimentazione: anche questa rientra tra gli argomenti riguardanti lo stile di vita, ad esempio.

Oggi invece parleremo di altri argomenti, sempre collegati allo stile di vita, come fumo, alcool, droghe e sostanze stupefacenti.

Oramai sono noti, grazie agli studi e alle evidenze scientifiche, i danni creati da fumo, alcool e sostanze stupefacenti, per la salute di mamma e bambino.

In gravidanza è bene abbandonare queste pessime abitudini, spronate e incoraggiate dal fatto che ora siete responsabili, oltre che di voi stesse, di un’altra piccola vita che state costruendo cellula per cellula.

 

Cerchiamo ora di capire cosa affermano gli studi sopracitati.

Il fumo, oltre che causare ipertensione materna, ipossia cellulare fetale, ritardo di crescita e conseguente basso peso alla nascita, e danni neurologici e cerebrali, fa “invecchiare” la placenta.

Ma cosa intendo per “invecchiare”?

Per invecchiare intendo che a causa del fumo la placenta subisce degli “infarti”.

La placenta è formata da porzioni chiamate cotiledoni, dei lobi che permettono lo scambio di sostanze nutritive e ossigeno da mamma a feto, e sostanze di scarto da feto a mamma.

Ognuna di queste porzioni di placenta deve funzionare alla perfezione perchè il feto riesca a ricevere tutto ciò di cui ha bisogno.

Il fumo va a danneggiare queste porzioni di placenta che quindi smette di garantire uno scambio materno-fetale ottimale: basta che il 10% della placenta sia infartuata per non garantirne un funzionamento sufficiente a mantenere lo stato di benessere del feto.

Oltre a quelli sopraelencati, i rischi del fumo in gravidanza sono:

- Interruzione della gravidanza per aborto spontaneo o morte fetale

- Parto prematuro e rottura prematura delle membrane

- Distacco di placenta

- SIDS, Sindrome della Morte Improvvisa del Neonato.

 

Altra sostanza dannosissima per il feto è l’alcool.

Le evidenze scientifiche dimostrano che l’alcool sul feto ha effetti devastanti a livello cerebrale.

Il bambino completa il suo sviluppo cerebrale intorno ai 2 anni: viene da sè che l’assunzione di alcool in gravidanza non darà via di scampo al feto per quanto riguarda insulti cerebrali dovuti alla natura tossica di questa sostanza.

Il feto di una donna che assume alcool in gravidanza, in base a quantità ed epoca gestazionale di assunzione, inoltre rischia:

- Morte intrauterina

- Ritardo di crescita intrauterina e basso peso alla nascita

- Deficit neurologici, microcefalia e disturbi comportamentali

- Labiopalatoschisi, onfalocele, gastroschisi

- Convulsioni ed epilessia

Per non parlare di droghe e sostanze stupefacenti, se possibile, ancora più dannose per mamma e bambino.

 

Un altro rischio importante, dovuto a fumo, sostanze stupefacenti e alcool, è la SAN, Sindrome da Astinenza Neonatale.

Il feto, abituato alla presenza di nicotina, alcool o droghe nell’organismo della madre, e quindi anche nel suo, alla nascita può andare letteralmente in crisi d’astinenza, con tutte le conseguenze del caso. Stessa cosa vale per i farmaci assunti per libera scelta e non sotto controllo medico.

Dovrà essere tenuto sotto stretto controllo per scongiurare crisi anche importanti e dovrà sottoporsi ad una vera e propria disintossicazione, che può durare molte settimane.

 

Alcune donne sottovalutano la pericolosità di queste cattive abitudini, per questo è fondamentale che gli operatori sanitari dedicati alla cura della donna in gravidanza effettuino un corretto ed esaustivo couselling durante la prima visita.

La consapevolezza può aiutare la donna ad abbracciare un nuovo e più salutare stile di vita, sempre con il supporto e mai il giudizio di chi si prende cura di lei.

 

Alla prossima, con il movimento in gravidanza e i viaggi in sicurezza, per concludere questo viaggio alla scoperta dello stile di vita in gravidanza.

 

 

Il pesto...ma cosa c’entra il pesto ora?

Beh... Il pesto è uno spunto utile ad introdurre il nuovo articolo del blog in cui parleremo di alimentazione e stile di vita in gravidanza.

La gravidanza non è una malattia ma questo non toglie il fatto che bisogna prendersene cura.

Se non è già abitudine, bisognerebbe utilizzare la gravidanza e il proprio bambino come stimolo e motivazione per cominciare ad adottare uno stile di vita sano ed equilibrato.

Tenendo conto inoltre di alcuni accorgimenti possiamo scongiurare problematiche anche molto gravi.

Per questi ed altri motivi è bene che ogni donna, che voglia intraprendere una gravidanza o che sia già in attesa, venga informata riguardo norme igieniche, alimentazione e stile di vita adeguati.

 

Una donna deve essere a conoscenza di poche e semplici indicazioni:

- Lavare bene sotto acqua corrente frutta e verdura prima di consumarle crude

- Anche se ben lavata, la frutta con la buccia andrebbe sbucciata per maggior sicurezza

- Evitare carne o pesce crudo

- Evitare uova o latte non pastorizzato

- Evitare formaggi con muffe o crosta fiorita tipo gorgonzola, brie o camembert.

 

La marinatura NON è da considerarsi cottura, poichè la macerazione provocata dal limone non uccide l’eventuale microrganismo patogeno, come invece accade con il calore dei fornelli o del forno.

 

Se si cucinano la carne o il pesce con un contorno è bene cuocerli prima in una padella a parte e successivamente unirli al contorno, per evitare di contaminare la pietanza nel caso in cui la carne o il pesce crudi contenessero un microrganismo patogeno.

Per lo stesso motivo, la contaminazione, è bene non usare per altro gli stessi coltelli o utensili (tipo tagliere) utilizzati per tagliare o preparare la carne o il pesce e, come sempre, lavarsi bene le mani dopo aver maneggiato questi alimenti crudi.

 

E ora mi direte, se vado a mangiare al ristorante o in un locale dove non sono io a maneggiare e preparare gli alimenti?

L’indicazione è quella di evitare di ordinare e consumare piatti che contengano, anche solo come contorno o decorazione, gli alimenti vietati in gravidanza.

Alcuni esempi possono essere:

- le decorazioni o il contorno con l’insalatina o affini

- le decorazioni o i condimenti con salse, tipo la maionese, che contengono l’uovo crudo

- dolci con creme poichè il latte e le uova utilizzati potrebbero essere crudi (tipo tiramisù)

- tartare di carne o pesce, salumi crudi (prosciutto crudo, bresaola, salame, ecc.), taglieri di salumi e formaggi misti.

- piatti con marinatura (tipo acciughe marinate o carpacci di carne o pesce)

- il pesto.

 

E finalmente capiamo il perchè di questo titolo strano.

Il pesto, erroneamente, non viene considerato un potenziale pericolo in gravidanza.

Questo perchè non ci viene in mente che questo sugo tipico ligure contiene il basilico crudo.

Il basilico crudo se lavato male, in quanto da considerare come una verdura cruda, può essere veicolo di microrganismi patogeni, nella fattispecie il toxoplasma.

Quindi anche il pesto è tra gli alimenti da evitare al di fuori dell’ambiente domestico, dove possiamo controllare in prima persona gli alimenti utilizzati e la loro lavorazione.

 

Certo, tutti questi accorgimenti sono noiosi e faticosi da rispettare.

Sicuramente però l’amore per il vostro bambino vi aiuterà ad affrontare queste piccole difficoltà: meglio rinunciare ad una tartare di carne piuttosto che rischiare che il proprio bambino ne subisca danni anche gravi, diversi a seconda del periodo della gravidanza in cui la mamma viene infettata.

Questi danni vanno da un piccolo deficit, ad un’importante malformazione, all’aborto, molto più probabile se il contagio avviene in epoca gestazionale precoce.

 

All’inizio dell’articolo avevo parlato anche di stile di vita... Ma per saperne di più seguite il blog e non perdetevi il prossimo appuntamento. A presto!